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Sintesi.

     
Nel   secondo  Reich,  una  federazione  di  stati  sotto   l'egemonia
prussiana,  gran parte del potere era nelle mani del capo del  governo
Otto von Bismarck, sostenuto dalla borghesia industriale e finanziaria
e  dall'aristocrazia terriera e militare. Per garantire  la  stabilit
politica, il Bismarck cerc di ridurre il peso dell'opposizione, prima
adottando  misure contro i cattolici e poi alleandosi  con  questi  in
funzione  antisocialista. La notevole disponibilit di  risorse  e  la
favorevole  congiuntura economica consentirono una  rapida  e  intensa
industrializzazione.  (Paragrafo 1).
In   politica   estera  il  Bismarck  mir  soprattutto  a   mantenere
l'equilibrio  tra  le  potenze europee e a  prevenire  il  revanscismo
francese.  A  tale scopo si impegn in un'intensa attivit diplomatica
per  la  realizzazione di una complessa rete di alleanze;  i  rapporti
internazionali,  per,  cominciavano ad essere caratterizzati  da  una
crescente conflittualit.  (Paragrafo 2).
Le  dimissioni del Bismarck nel 1890 e l'ascesa al trono  del  secondo
Reich  di  Guglielmo secondo determinarono la fine dell'equilibrio  in
Europa.  Il  nuovo sovrano adott una politica estera  pi  aggressiva
tendente a favorire l'affermazione della Germania sul continente e  in
campo  coloniale;  il  suo  allontanamento  dalla  Russia  provoc  un
riavvicinamento di questa alla Francia, cui segu la formazione di due
blocchi  contrapposti:  Germania,  Italia  ed  Austria,  unite   nella
Triplice  alleanza;  Francia,  Inghilterra  e  Russia,  legate   dalla
Triplice intesa.   (Paragrafo 3).
La  terza  repubblica  francese  attravers  un  periodo  di  notevole
instabilit,  nel corso del quale si verificarono frequenti  crisi  di
governo,  alcuni tentativi di colpo di stato ed una continua  tensione
economico-sociale.   (Paragrafo  4).
L'Inghilterra  si conferm quale stato europeo con il regime  liberale
pi  avanzato:  il  sovrano  aveva poteri  limitati,  il  governo  era
sottoposto  al controllo del parlamento, l'alternanza tra conservatori
e  liberali  favoriva l'attuazione di importanti riforme  sociali.  Il
corpo  elettorale fu progressivamente ampliato e venne  ridimensionato
il potere della camera dei Lords.   (Paragrafo 5).
La  politica estera britannica fu caratterizzata dall'intensificazione
del colonialismo, promosso soprattutto dai conservatori, dall'alleanza
con  la  Francia  e  con  la Russia e dai tentativi  di  risolvere  la
difficile questione irlandese.    (Paragrafo 6).
Dagli anni Ottanta alla prima guerra mondiale in Russia si verific un
rapido  avvio  dell'industrializzazione.  Favorito  dal  protezionismo
doganale,  dalle  commesse  pubbliche e  dai  capitali  stranieri,  il
fenomeno  interess  soprattutto  l'industria  pesante,  per  cui   le
attivit  produttive si concentrarono in poche aree e  in  imprese  di
grandi  dimensioni.  Una  siffatta industrializzazione  non  determin
significativi  mutamenti sociali n politici: non si  form  un'attiva
borghesia imprenditoriale; le condizioni di vita delle masse contadine
si  aggravarono;  gli zar consolidarono il loro dispotismo,  sostenuti
dalla nobilt, dalla burocrazia e dall'esercito. Le minoranze etniche,
in   particolar   modo  gli  ebrei,  furono  sottopposte   a   pesanti
discriminazioni. (Paragrafo 7).
Il  dispotismo  zarista e le misere condizioni di vita di  gran  parte
della  popolazione causavano una notevole tensione sociale, alimentata
dalla  crescente  opposizione  delle varie  formazioni  politiche  che
rappresentavano le aspirazioni delle masse operaie, di quelle rurali e
della  borghesia  liberale. L'aggravarsi della situazione  in  seguito
alla fallimentare guerra con il Giappone sfoci in una rivoluzione nel
1905.  Lo  zar  prima  promise l'elezione  di  un  parlamento  e  poi,
approfittando dei contrasti insorti tra i rivoluzionari e del  rientro
delle  truppe  dal  fronte, attu una dura repressione.  Soffocata  la
rivolta, per consolidare l'assolutismo

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venne  varata  anche una riforma agraria, con la quale nelle  campagne
venne  smantellato  il sistema comunitario, ma non  furono  risolti  i
gravi problemi economici e sociali delle plebi rurali.  (Paragrafo 8).
L'impero   austro-ungarico   si  stava  avviando   verso   una   crisi
irreversibile, indebolito dalla frammentazione politica, dai conflitti
nazionalistici  e dai contrasti interetnici. Nella parte  ungherese  i
nazionalisti  serbi e croati aspiravano alla formazione di  uno  stato
slavo  indipendente,  appoggiati dalla Serbia, a sua  volta  sostenuta
dalla Russia.  (Paragrafo 9).
